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DTF Maritime News · GuidaAggiornato il 5 novembre 2026

Cold ironing: cos'è e come funziona nei porti italiani

Il cold ironing è l'alimentazione elettrica da terra delle navi ormeggiate, che consente di spegnere i motori ausiliari durante la sosta in banchina. L'Italia ha destinato 700 milioni di euro del Piano nazionale complementare al PNRR all'elettrificazione delle banchine, con 675,63 milioni già assegnati a 34 porti.

Fondi per l'elettrificazione delle banchine
700 milioni di euro dal Piano complementare al PNRR; 675,63 milioni assegnati a 34 porti con il DM 13 agosto 2021
Fonte
Aiuto di Stato sul costo dell'energia
Regime SA.105117 da 570 milioni di euro (57 milioni l'anno), approvato il 17 giugno 2024, valido fino al 31 dicembre 2033
Fonte
Obbligo AFIR per i porti
Entro il 31 dicembre 2029 alimentazione da terra per almeno il 90% degli scali di portacontainer e navi passeggeri oltre 5.000 GT nei porti TEN-T sopra soglia
Fonte
Obbligo FuelEU Maritime per le navi
Dal 1° gennaio 2030 portacontainer e navi passeggeri devono collegarsi alla rete di terra nei principali porti UE; dal 2035 in tutti i porti dotati di impianto
Fonte
Primo test su una grande portacontainer
Gioia Tauro, luglio 2026: nave MSC da oltre 19.000 TEU alimentata solo da terra a circa 7 MW
Fonte
Che cos'è il cold ironing

Che cos'è il cold ironing

Il cold ironing è la fornitura di energia elettrica da terra a una nave ormeggiata. Durante la sosta la nave spegne i generatori ausiliari alimentati a combustibile e preleva l'elettricità dalla rete del porto per luci, climatizzazione, cucine, pompe e gru di bordo.

Nei documenti tecnici e normativi lo stesso servizio compare con nomi diversi: elettrificazione delle banchine, Onshore Power Supply (OPS), Shore Side Electricity o alimentazione da terra. Il termine inglese nasce dall'epoca del vapore, quando le caldaie di bordo si raffreddavano una volta collegata la nave alla terra.

Il beneficio principale è locale. Una nave in banchina con i motori spenti non emette ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato e rumore a ridosso delle città portuali, e le emissioni di CO2 dipendono dal mix elettrico della rete che la alimenta.

Come funziona un impianto in banchina

Come funziona un impianto in banchina

Un impianto di cold ironing ha tre parti. La prima è la connessione alla rete di trasmissione o distribuzione, spesso con una nuova cabina primaria, perché una sola nave da crociera o una grande portacontainer può richiedere diversi megawatt.

La seconda è la sottostazione di banchina, che trasforma la tensione e, quando serve, converte la frequenza. La rete italiana lavora a 50 Hz, mentre gran parte della flotta mondiale usa impianti di bordo a 60 Hz, quindi il convertitore di frequenza è spesso il componente più costoso.

La terza parte è il sistema di gestione dei cavi, fisso in banchina o montato su un mezzo mobile, che porta i cavi fino alla presa della nave. A bordo la nave deve avere un proprio quadro di connessione: senza adeguamento della flotta anche la banchina meglio attrezzata resta inutilizzata.

Gli standard tecnici: IEC/IEEE 80005

Gli standard tecnici: IEC/IEEE 80005

La compatibilità tra nave e banchina si basa sulla famiglia di norme internazionali IEC/IEEE 80005. La parte 1 regola i collegamenti in alta tensione, tipici di navi da crociera, portacontainer e traghetti di grandi dimensioni, con livelli nominali di 6,6 kV e 11 kV.

La parte 3 copre i collegamenti in bassa tensione per navi con fabbisogni minori. La parte 2 definisce lo scambio di dati e di segnali tra impianto di terra e nave, che serve a gestire in sicurezza connessione, sincronizzazione e distacco.

Per gli operatori la conformità alle norme non è un dettaglio. È la condizione che permette a una nave di collegarsi in porti diversi senza adattatori su misura e che riduce i tempi di verifica alla prima connessione.

Il programma di investimenti: 700 milioni per 34 porti

Il programma di investimenti: 700 milioni per 34 porti

Lo strumento principale è la linea Elettrificazione delle banchine (Cold ironing) del Piano nazionale complementare al PNRR, con una dotazione di 700 milioni di euro. Il decreto del 13 agosto 2021 dell'allora Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, oggi Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), ne ha assegnati 675,63 milioni a 34 porti.

Il cronoprogramma originario distribuiva le risorse dal 2021 al 2026. Il decreto fissava l'aggiudicazione dei contratti entro il 31 marzo 2024 e la conclusione dei lavori entro il 30 giugno 2026.

Le assegnazioni più consistenti sono andate alle Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale (Venezia, 89,8 milioni), del Mare di Sicilia orientale (Catania e Augusta, 89,1 milioni), del Mar Tirreno Centro-Settentrionale (Civitavecchia, 80 milioni), del Mar Tirreno settentrionale (77,5 milioni) e del Mare di Sardegna (70,83 milioni).

Nel corso del 2026 il MIT ha riallocato parte delle risorse per allineare i progetti ai tempi del PNRR. A Genova e Savona, ad esempio, 32 milioni del PNRR sono stati spostati sulle banchine crociere, mentre l'elettrificazione degli accosti traghetti di Genova slitta almeno al 2028.

Il costo dell'energia: oneri di sistema e regole di gestione

Il costo dell'energia: oneri di sistema e regole di gestione

Un impianto attrezzato non basta se l'energia da terra costa più del gasolio bruciato a bordo. Per questo l'articolo 34-bis del decreto legge 162/2019 ha previsto una riduzione degli oneri generali di sistema sull'elettricità fornita alle navi in banchina.

La Commissione europea ha autorizzato il regime come aiuto di Stato SA.105117 il 17 giugno 2024. Il bilancio è di 570 milioni di euro, pari a 57 milioni l'anno, fino al 31 dicembre 2033, con una riduzione degli oneri fino al 100% e un monitoraggio annuale che confronta il costo dell'energia da terra con quello della generazione a bordo.

L'ARERA ha disciplinato l'applicazione con la delibera 492/2024/R/EEL del 19 novembre 2024. Il successivo decreto MIT n. 10 del 22 gennaio 2026 stabilisce le regole di gestione: l'Autorità di sistema portuale seleziona l'operatore con procedura pubblica e gli rilascia una concessione ai sensi dell'articolo 36 del Codice della navigazione.

L'operatore deve presentare un piano economico finanziario in equilibrio e trasferire integralmente la riduzione agli armatori. Dal 1° gennaio 2030 lo sconto si applica solo alle navi e ai porti che non ricadono negli obblighi europei di alimentazione da terra.

I porti italiani: dove si trova il cold ironing

I porti italiani: dove si trova il cold ironing

Lo stato dei progetti varia molto da porto a porto. La tabella riassume le informazioni verificate al momento dell'ultima revisione di questa pagina.

PortoTraffico servitoRisorse e stato
Genova e SavonaCrociere, traghettiProgramma da 62 milioni a Genova; prime prove alle Stazioni Marittime attese nel secondo semestre 2026; accosti traghetti non prima del 2028
CivitavecchiaCrociere, RoRo, RoPax9 accosti; cantiere avviato a febbraio 2025, fine lavori programmata a giugno 2026; 80 milioni assegnati nel 2021
Piombino e PortoferraioTraghettiLavori conclusi a maggio 2026, avvio previsto entro giugno 2026; circa 26 milioni
LivornoTraghetti, crociereGara avviata nel 2023; l'Autorità di sistema portuale ha ricevuto 77,5 milioni per i suoi porti
La SpeziaCrociere, container17,5 milioni assegnati nel 2021
VeneziaCrociere, traghetti89,8 milioni assegnati nel 2021
Napoli e SalernoCrociere, traghetti40 milioni assegnati nel 2021
Gioia TauroContainerPrimo test a luglio 2026 su nave MSC da oltre 19.000 TEU, circa 7 MW; progetto fino a 80 MW
Catania e AugustaTraghetti, crociere89,1 milioni assegnati nel 2021

Un impianto completato non significa servizio commerciale attivo. Fino alla piena operatività delle regole tariffarie e di gestione, diversi impianti possono svolgere solo prove funzionali con le navi.

Gli obblighi europei dal 2030: AFIR e FuelEU Maritime

Gli obblighi europei dal 2030: AFIR e FuelEU Maritime

Il regolamento (UE) 2023/1804, noto come AFIR, impone agli Stati membri di garantire l'alimentazione da terra entro il 31 dicembre 2029 nei porti marittimi della rete TEN-T. L'obbligo scatta oltre 100 scali annui di portacontainer, 40 di navi RoPax e unità veloci passeggeri e 25 di altre navi passeggeri, tutte sopra 5.000 GT, e richiede di servire almeno il 90% di quegli scali.

Il regolamento (UE) 2023/1805, FuelEU Maritime, sposta l'obbligo sulla nave. Dal 1° gennaio 2030 portacontainer e navi passeggeri sopra 5.000 GT devono collegarsi alla rete di terra nei principali porti dell'Unione per le soste superiori a due ore, e dal 2035 in tutti i porti dotati di impianto.

Sono previste eccezioni, tra cui le soste brevi, l'uso di tecnologie a zero emissioni equivalenti e le situazioni di emergenza. Per i porti italiani questo significa che gli investimenti del PNRR devono tradursi in servizio effettivo prima del 2030, quando la domanda da parte delle compagnie diventerà obbligatoria.

FAQ

Domande frequenti

Che cosa significa cold ironing?+

È l'alimentazione elettrica da terra di una nave ormeggiata, che le permette di spegnere i generatori ausiliari durante la sosta. In Italia si parla anche di elettrificazione delle banchine o Onshore Power Supply (OPS).

Quanti fondi ha stanziato l'Italia per il cold ironing?+

Il Piano nazionale complementare al PNRR ha destinato 700 milioni di euro all'elettrificazione delle banchine. Il decreto del 13 agosto 2021 ne ha assegnati 675,63 milioni a 34 porti.

Chi gestisce gli impianti di cold ironing nei porti italiani?+

L'Autorità di sistema portuale seleziona un operatore con procedura pubblica e gli rilascia una concessione demaniale. L'operatore fornisce l'energia alle navi secondo condizioni di accesso pubblicate e non discriminatorie.

Il cold ironing conviene economicamente all'armatore?+

Il regime di aiuto SA.105117 riduce fino al 100% gli oneri generali di sistema sull'energia fornita in banchina, con un bilancio di 570 milioni fino al 2033. La riduzione serve a rendere l'energia da terra competitiva con la generazione a bordo.

Quando diventa obbligatorio il cold ironing?+

Dal 1° gennaio 2030, con FuelEU Maritime, portacontainer e navi passeggeri sopra 5.000 GT devono collegarsi alla rete di terra nei principali porti UE. I porti interessati devono offrire il servizio entro il 31 dicembre 2029 secondo il regolamento AFIR.

Quali navi sono interessate dagli obblighi europei?+

Portacontainer, navi da crociera, traghetti RoPax e unità veloci passeggeri sopra 5.000 GT. Le navi da carico di altro tipo non rientrano per ora nell'obbligo di collegamento.

Quale norma tecnica regola la connessione nave banchina?+

La famiglia IEC/IEEE 80005, con la parte 1 per l'alta tensione, la parte 2 per la comunicazione dati e la parte 3 per la bassa tensione.

Guide correlate
Fonti
  1. Decreto MIMS 13 agosto 2021, programma infrastrutture portuali complementare al PNRR (GU n. 236 del 2 ottobre 2021)
  2. Gazzetta ufficiale UE, C/2024/5376: autorizzazione aiuto di Stato SA.105117
  3. Commissione europea: approvazione regime italiano da 570 milioni (copia del comunicato)
  4. Decreto MIT n. 10 del 22 gennaio 2026 sul cold ironing (testo PDF)
  5. Regolamento (UE) 2023/1804 (AFIR)
  6. AFIR, articolo 9 (testo consolidato)
  7. Parlamento europeo: accordo su FuelEU Maritime
  8. Ports of Genoa: investimenti e cold ironing (aprile 2026)
  9. Genova: riallocazione fondi cold ironing (giugno 2026)
  10. Civitavecchia: avvio cantiere cold ironing (febbraio 2025)
  11. Piombino e Portoferraio: avvio impianti (maggio 2026)
  12. Gioia Tauro: primo test su portacontainer MSC (luglio 2026)
  13. Livorno: bando cold ironing (agosto 2023)

I dati sono verificati sui testi normativi e sulle fonti ufficiali elencate. Hai notato un dato non aggiornato? Scrivi a media@dtfconference.com.

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